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Lo storico panifici riapre: dopo 12 anni torna Signorile

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Lo storico panifici riapre: dopo 12 anni torna Signorile

 

Nicola Signorile dal 1931: è la storia di un panificio crocevia di simboli, memoria collettiva e resilienza che oggi riprende spazio grazie al coraggio imprenditoriale di Gianfranco Signorile, 28 anni. «Mio nonno Francesco aveva 13 anni quando iniziò a fare il panettiere, era strabico, lo prendevano in giro a scuola e preferi aiutare la famiglia economicamente. Comprò poi degli appartamenti in corso Sonnino numero 6, costruiti dalla ditta De Bellis nel 1931, dallo stile fascista». Fu Francesco con il fratello Nicola a fondare il panificio. Proprietario di terza generazione, Gianfranco Signorile, apre la saracinesca del panificio di famiglia: oggi è un cantiere per 250 mq che apre le stanze del passato, dove addirittura si pensa che una porticina con un’altezza non a norma all’interno della struttura fosse il condotto per accedere in un rifugio antibombe. «Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi costrinsero mio nonno a concedere una quota di pane ai soldati. Ed un soldato tedesco, che controllava il quartiere, si innamorò di mio nonna e gli scrisse una lettera d’amore. Quando fu liberata Bari e arrivarono le truppe inglesi nel 1943, il panificio rappresentava un punto di riferimento per i soldati inglesi perché aveva i macchinari più moderni dell’epoca». Chi faceva il pane con le mani qui era anche testimone di eventi che hanno segnato la storia e modellato la quotidianità dell’epoca. «Dopo il successo del panificio negli anni 70, mio nonno comprò una quota della Saicaf: mio padre, primo laureato della famiglia, da Torino andò direttamente a lavorarci e diedero in gestione il panificio ad un’altra famiglia fino al 2010».

A parte un breve espenmento con un temporary store nel 2018, non c’è stata nessun’altra attività. Il progetto oggi intende trasformare gli spazi così erano suddivisi un tempo, nel rispetto della vocazione produttiva: dall’ingresso un dehor essenziale ma moderno accoglierà i clienti con tavolini e sedie stile liberty sulla destra; alla sinistra due banconi per food and beverage, stile american bar e dietro, la scaffalatura con prodotti storici rimane la stessa: 50 tipi di farine diverse per produrre taralli, pane, grissini, tutti prodotti marchiati Signorile, anche il caffè macinato. Il menù prevederà prodotti da forno come focacce ma anche primi piatti e rosticceria, fino all’ hamburgheria, in stile bistrot. Quel vecchio bancone in legno che divideva il magico mondo del laboratorio e i clienti inebriati dal profumo del forno non ci sarà più. Quella linea è stata rimossa per ridisegnare il progetto del nuovo panificio in una chiave di bistrot nord curopeo, nel rispetto della natura del luogo e del suo stile innovativo dell’epoca: Signorile fu infatti uno dei primi panifici ad avere il telefono e molti entravano per poterlo utilizzare. «Il progetto iniziale era realizzare qualcosa con mio padre, Nicola, che era amministratore delegato della Saicaf subito dopo la sua pensione. E’ venuto a mancare prima ed ho deciso di realizzarlo comunque da solo». Un prestito in banca, opere murarie da fare, infissi da cambiare, non minano la tenacia di Gianfranco nel realizzare questo progetto che oggi restituisce una memoria della città di Bari ai suoi concittadini. «Ho dovuto scegliere tra una s.p.a ,la Saicaf, ed un progetto mio, della mia famiglia, un tassello d’identità cittadina, su piccola scala. Non vado a dormire tranquillo la sera, ma ho un vero obiettivo». Una scelta privata a beneficio collettivo che completa la riqualificazione di un quartiere che scommette sempre di più sul futuro del Madonnella partendo dalla storia. L’apertura è prevista il 1 agosto a causa di rallentamenti dovuti ai fornitori, al rincaro dei costi dell’energia e del grano: un contesto che rende ancor più onore a questa operazione di riapertura.

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